Home   Help   

   
Carbone (PZ). Benvenuti.


 

IL REGNO
DELLE DUE SICILIE
DESCRITTO E ILLUSTRATO

Opera diretta dal CIRELLI

Napoli 1853


Estratto della voce: CARBONE

Trascritto da: Mario Chiorazzo

 

 

CARBONE: Comune anch’esso di terza classe fa parte del Circondario di Latronico e dista da Lagonegro, capoluogo del Distretto miglia 24, da Potenza capoluogo della Provincia miglia 42 e da Napoli miglia 120.
Il suo territorio confina all’ovest con quello di Latronico e ne dista miglia 7, al Nord con Castelsaraceno, e ne dista miglia 7, al nord-est con San Chirico Raparo e ne dista miglia 6, all’est con Calvera lontano miglia 3, al sud-est con Teana, alla distanza di miglia 4, ed al sud con Episcopia distante miglia 6.
Dipende dalla Diocesi di Anglona e Tursi, e dista dalla sede vescovile miglia 24. Dal mare Jonio dista miglia 54, e dal Tirreno miglia 26.

ASPETTO FISICO: Tra le ristrette ondulazioni di una corona di colli, ed addossato al settentrione di uno di essi, è impiantato il paese, le cui case giacendo a scaglioni e a pendio, distendonsi fino quasi all’alveo del torrente, che intersecando la serie delle colline, spinge il suo ghiaioso corso verso l’oriente, e lascia una apertura, che come spiracolo permette la vista di Teana con una zona delle sue campagne, la quale è sita a distanza di miglia 3 circa dall’abitato.
L’aspetto del paese è tutto a mezzodì, con inclinazione verso il sud-ovest.
Il torrente di cui parliamo si forma dalle acque che discendono dalle chine dè colli a Nord-Ovest, e da origine al Serapotamo, fiume che scorre dinanzi Senise. Nel passare lungo i margini del terreno attiguo al paese, vi produce gravi corrosioni ed un casma che giunge fin sotto gli orli meridionali del paese medesimo, offendendo il Monistero dei Francescani, di cui ha fatto crollare una porzione; dappoichè, scalzate le basi, è una necessità che la terra superiore impregnata di acqua si disciolga, e priva di coesione precipiti nel basso.
Il terreno è arenoso, argilloso e frammisto di ciottoli, per cui è di trasporto, indicandolo assai bene le ghiaie e le sabbie, e con ispecialità quelle che ricoprono l’alveo del Serrapotamo, spostate dalla naturale giacitura e rotolate nel fondo di esso. In generale poi è montuoso e alpestre, ad eccezione di qualche piccola vallata formata dalla intersezione dei colli.

ESTENSIONE: Il territorio si estende a moggia 7270 circa, come dalla misura fondiaria. Non si riportano le classificazioni, avvegnachè da molti anni eseguite, non sono più al vero uniformi. Altronde siamo prossimi al 1860 per la rettifica di esse non solo, ma ella stessa misura.

CIRCISCRIZIONE POLITICA AMMINISTRATIVA: Risiede a Carbone un supplente giudiziario, e le autorità amministrative con un Decurionato, al pari di ogni altro Comune. Un tempo era Capo Riparto, privilegio che perdè nella circoscrizione del 1809.
L’Arciprete e il Cantore prendono il titolo di Regii, dal perché Carbone era città Regia un tempo, e perché la loro nomina è del Re.

PROSPETTO EDILIZIO ED EDIFICI RELIGIOSI: Il fabbricato nel generale è mediocre. Formato di ciottoli ed altre pietre arrotondate alluviali, non ha molta coerenza, ed aggiungi che la malta non è molto tenace, e di poca bianchezza, ond’è che l’aspetto n’è alquanto tetro. Le case sono a modo di anfiteatro addossate l’una sull’altra. Le strade sono in pendio, e nel generale strette e sporche pel letame che vi si ammonticchia e non si raccoglie. Dippiù nei dintorni dell’abitato medesimo si tollerano colpevolmente putride conserve di letame in fosse, e in cinte di siepi, che nell’estate si trasporta nei campi: ond’è che l’aria viene contaminata, e la salute degli abitanti compromessa.
E’ d’uopo che i regolamenti di Polizia siano inculcati con severità per l’osservanza, senza di che l’aria di Carbone nei mesi estivi e autunnali sarà sempre temibile. Arrogi eziando un’altra causa, che è la finale della malsania, la macerazione cioè dei lini e delle ginestre nel Serapotamo, che essendo alle basi del paese, introduce in esso perniciose influenze miasmatiche, addotte dallo spiro dei venti meridionali che ne saturano l’atmosfera, e sono cagione delle febbri biliose, putride, o nervose, le quali dominano con ispecialità nei mesi di Agosto e Settembre.
La Chiesa Parrocchiale è alla base del paese, vale a dire alla parte più bassa; incomoda perciò al tutto: ha un campanile molto vetusto, e che minaccia rovina; la sua forma non di meno è buona. Fu questa edificata dal beato Biase Secondo nel 1059, e Paolo Emilio Santoro vi aggiunse il campanile nel 1607 .
Tra le immagini sono notevoli un quadro rappresentante la Vergine Santissima col bambino Gesù, il quadro di S.Anna, quello di S.Vito, quello di San Luca, cui la Chiesa è dedicata, quello di San Giovanni Elimosinario, dipinto di Giuseppe D’Arpino, e finalmente quello che esprime il ratto del Profeta Elia, dipinto di Cesare D’Arpino. Questi due quadri esistevano nella Chiesa del soppresso Monastero dei Brasiliani, donde furono trasportati nella parrocchiale.
Appartenenva pure allo stesso Cenobio la testa di San Giovanni Elimosinario, la quale si custodisce in una teca di argento.
Conservasi ancora il corpo di Santa Maria Egiziaca rinchiuso in una cassetta di rame cipro, manchevole però della testa, la quale è nell’Egiziaca di Napoli.
Esiste, siccome abbiamo innanzi citato, il Monistero dei minori Osservanti, sotto il titolo della SS. Annunciata, la cui chiesa di moderna architettura è piuttosto ben tenuta dai frati che vi dimorano. Le effigie così in legno che in tela non sono spregevoli; ma la statua di S. Francesco d’Assisi riscuote la meraviglia di chiunque la vede, non potendo esprimersi un religioso in più bella attitudine di penitente. Lo scultore è ignoto: solamente si sa di essersi trasportata da Algeri da un tal Giuseppe Fulgarino, il quale dimoratovi schiavo lungo tempo, dopo il riscatto l’ottenne dal suo padrone che tenevala gittata e polverosa in un angolo di magazzino.
Sono in Carbone le Cappelle di S. Maria del Soccorso, degli Angioli, di S. Nicola, di S. Anna. Crollarono quelle che erano dedicate a San Sebastiano, a San Gerardo ed a San Antonio Abate.
Rimpetto l’abitato, a mezzodì, è la Cappella di Santa Maria del Soccorso, la
quale godeva di abbondantissime rendite. La sua statua si prende processionalmente
nella Domenica seconda di Maggio, e si porta nella Chiesa: nella Domenica terza di ottobre poi in egual modo si riporta nella Cappella, ove allora celebrasi una fiera, siccome diremo.
Al nord è l’altra Cappella, detta comunemente dei Fraticelli, di patronato della famiglia Galdini. Vi si celebra un novenario con la messa cantata nel lunedì dopo Pasqua. Esisteva in campagna altra Cappella dedicata a Santa Caterina ma se ne veggono appena i ruderi.
Non vi sono edifici Civili.

Pagina 1 di 4   >>>>>> Vai alla successiva

 

  E
E' possibile leggere queste pagine in formato PDF. Clicca.     248 Kb

Oppure scarica il file PDF zippato   161 Kb

Torna al menu Storia
>>**<<