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Carbone (PZ). Benvenuti.


 

STATISTICA DELLA POPOLAZIONE: Nella numerazione del 1532, il popolo fu tassato per 238 fuochi, nel 1545 per fuochi 334; nel 1561 per 339; nel 1595 per 292; nel 15.. e nel 1699 per 120. Allora che scriveva il Giustiniani il suo Dizionario Geografico Ragionato del regno, conteneva anime 2556. Ora ascendono a 2320, che sono partiti così:

Possidenti 500
Addetti ad arti liberali 55
Preti 10
Frati 8
Artisti e domestici 35
Contadini 1712
TOTALE 2320

 

 

STATO DEI NATI E DEI MORTI
NEL DECENNIO DAL 1843 AL 1852

 

Anni

Numero nati

Numero morti

Osservazioni

1843

1844

1845

1846

1847

1848

1849

1850

1851

1852

 

84

74

72

79

59

102

71

80

82

78

72

61

75

114

88

126

56

89

81

68

La popolazione dunque lungi dall’essere in aumento, va in diminuzione, poiché le morti superano le nascite.

La principale cagione di tale malanno è l’aree insalubre prodotta dalla sporchezza del paese, dalla macerazione dei lini, e dalla fermentazione dei letamai posti accanto alle mura dell’abitato.

TOT

781

830

 

ESTENSIONE DEL TERRITORIO DIVISO SECONDO LE COLTIVAZIONI

 

Seminatorio semplice
 

Seminatorio con frutta

Querceti

Castagneti

Oliveti

Vigne con ulive

Vigne semplici

Orti irrigabili

Orti con ulivi e gelsi

Orti semplici

Cantoni per erbe da taglio

Boschi

Incolto

Superficie

Moggia

























3979

42

1630

241

85

12

231

22

25

15

6

302

1275

3

TOTALE

Moggia

7270

 

 

STATO DEL RACCOLTO SECONDO I DATI MEDI
DELL’ULTIMO DECENNIO FINO AL 1852

 

Grano

seminato

tomoli

2.500

raccolto

tomoli

7.500

Granone

15

150

Fave

12

60

Patate

200

1.000

Lenticchie

6

40

Ceci

6

40

Vino

 

 

 

 

Bar.

6.000

Olio

 

 

 

 

Cant.

300

 

STATO DELL’AGRICOLTURA: Il solito lamento di non essere bene intesa, principalmente perché i vecchi pregiudizi non si barbicano con teorie. Il popolo comechè rozzo, non può ascoltare le voci della scienza: quelle della ragione non penetrano nel suo meato uditorio. Vuolsi l’esempio pratico per convincerlo; si richiede in una parola l’esperienza. Allorché il celebre agronomo Pietro Innecco innestava molte specie di frutta nei suoi poderi, e transitando per quelli degli altri praticava generosamente gli innesti su peri e meli selvatici che vedeva, tutto il paese si scosse, e Carbone gode ora di moltissime varietà di tali frutta.
Se molti dimostrassero con la pratica che si può fare qualche cosa di meglio dè nostri padri, credereste che i contadini non sarebbero solleciti a imitarli?
Nondimeno da pochi anni si è introdotta la coltivazione delle patate, e Carbone potrebbe distenderla maggiormente come altresì quella del granone che è molto ristretta non mancando il territorio di acqua da servire per irrigazione.
Non si conoscono i prati artificiali. La concimazione e letamazione sono nello stato medesimo come né secoli precedendi.
L’avvicendamento agrario è lo stesso di quello da noi descritto anteriormente. In una parola l’agricoltura ha bisogno di miglioramenti ed il terreno n’è suscettibile. Se il grano non è sufficiente, si surrogano i succedanei, e specialmente la frutta di cui abbonda il paese.
Il grano è di buona qualità; così gli altri cereali. Gli ulivi danno un olio sufficientemente saporito e chiaro. Le frutte sono eccellenti. Abbondano le castagne e le noci. Si seminano la canapa e molto lino.

PASTORIZIA E STATO ARMENTIZIO: La pastorizia è nello stato di languore. L’agro è suscettibile di alimentare gregge molto più numeroso. Abbiamo avvertita la necessità di doversi restituire l’equilibrio tra due fattori dell’agiatezza.


AGRICOLTURA E ARMENTI: la mancanza di questo equilibrio è un male che affligge più paesi della Basilicata.
Esistono in questo comune tra pecore e capre 5.000 animali. I porci raggiungono la cifra appena di 300. I bovi 240. Vi sono poi muli 10, giumente 8, cavalli 3, ed asini 100.

COMMERCIO E INDUSTRIE: Il paese è distante dalle strade rotabili e dal mare; e perciò manca di commercio e non ha altri mezzi di trasporto, che i quadrupedi da soma.
Abbondano poi di piante di gelsi mori, coltivasi con profitto l’industria serica, che è la principale del paese. Le donne vi si impiegano con cura, e sono sufficientemente istruite in questo ramo. I filugelli danno lucroso profitto, e la seta tratta ha valore nel commercio. Più macchine sono destinate a trarne i filamenti.

MONTI FRUMENTARIO E PECUNARIO: Carbone ha un Monte frumentario col capitale di tomoli 64 di grano che si dispensa ogni anno ai coloni; ed un monte pecuniario di ducati 984, 51 destinato a piccoli prestiti con modico interesse, onde porre un argine alle divoranti usure, cui soggiacerebbe la gente misera.
Savissime istituzioni che producono molto bene, purchè vengano rette con fedeltà e prudenza.

MACCHINE: Servono ai comodi della popolazione quattro molini, dè quali uno animato dalle acque del Serapotamo, e gli altri tre da quelle del Vallone che divide il territorio di Carbone dalla Calvera.
Servono altresì alla triturazione delle olive quattro tappeti, tutti nell’interno dell’abitato.

FIERE E MERCATI: Vi sono due fiere. Quella di S.Elia che si celebra il venti luglio, e quella della Madonna del Soccorso che ha più concorrenza, e si celebra nella terza domenica di ottobre fuori l’abitato davanti la Cappella della Madonna. Oltre a ciò gode il paese di un mercato che ha luogo in ogni lunedì della settimana, cominciando da Dicembre fino a tutto il carnevale. Il negoziato è solamente di porci.

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