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Carbone (PZ). Benvenuti.

 

a cura di Francesco Chiorazzo        

Purcin(e) scur(e)”

BOLETUS AEREUS
(sinonimi: porcino nero - porcino bronzeo -bronzino - ceppatello scuro - porcino buono scuro)
 

 
  LA STAGIONE: dalla fine del mese di maggio alla fine di ottobre. IL LUOGO: nelle macchie boschive di castagno, quercia, faggio, carpino e nocciolo.  
  IL TERRENO: soffice e ricco, non troppo umido. LA DIFFUSIONE: frequente nell’Italia del centro-sud, più raro nella zona alpina.  


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SI RICONOSCE PER:
la caratteristica colorazione del cappello che solitamente è bruno scuro, quasi nero, soprattutto nella fase giovanile, mentre a completo sviluppo può schiarire un poco, assumendo una sfumatura bronzea.
Allorché il fungo spunta, il cappello appare più piccolo del gambo che dapprima ha la forma di una palla appena più sottile in alto, ma che tende a divenire cilindrico, con la base sempre ingrossata, a mano a mano che il corpo fruttifero cresce.
Il cappello, infine, assume una forma semisferica, compatta.
La pellicola è liscia e vellutata, mai viscosa, talvolta coperta da una lieve pruina, ossia da una specie di cipria. Sotto il cappello, che ha una carne bianca e soda di grato sapore, appaiono i tuboli dapprima bianchi e poi giallo-verdi, dai pori giallastri.
Il gambo, del tutto privo di anello e volva, è di colore biancastro o avana contraddistinto da un reticolo bruno nella fascia superiore e da un reticolo più chiaro, quasi ruggine, nella parte inferiore.
Talora il gambo è rossiccio.

 

SI PUO’ CONFONDERE CON:
lil Boletus felleus o “boleto di fiele” dal sapore immaginabile perché amarissimo; la differenza sostanziale tra il “porcino nero” e quello “di fiele”è che il primo ha i pori, ossia la parte inferiore del cappello, giallo-verdastri; mentre il Boletus felleus ha i pori rosa.
Anche il reticolo sul gambo rappresenta un buon termine di riconoscimento: infatti, nel felleus esso è in rilievo mentre nell’aereus (come nel Boletus edulis che è altrettanto facile scambiare con il “boleto di fiele”) il reticolo è appena segnato, equivale a un semplice segno di colore senza particolare consistenza al tatto.

 

SI CONSIGLIA:
di osservare con estrema attenzione la parte inferiore del cappello e al minimo dubbio sulla vera natura del “porcino nero” di assaggiare una piccolissima particella di cappello; se per caso si fosse commesso l’errore di raccogliere un felleus sarebbe l’inconfondibile amaro della sua polpa a togliere ogni dubbio.
 
   
IN CUCINA:
il “porcino nero” è fra le specie più apprezzate, sia per la conservazione degli esemplari giovanissimi, dalla carne dura e compatta, sia per il gratissimo sapore del fungo adulto che viene manipolato in vari modi.
Uno degli impieghi che valorizzano al massimo aroma e sapore di questo fungo prevede la cottura dei cappelli alla griglia oppure sotto forma di cotolette, passate nell’uovo, impanate e quindi fritte.
  I NOMI REGIONALI:

in Toscana: moraccio;
in Campania: lilla nero;
in Calabria: lardito nero; vavusu scuro;
in Sardegna: cardulino nigru.


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