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Carbone (PZ). Benvenuti.

 

a cura di Francesco Chiorazzo        

“picurin(e)”

PSALLIOTA CAMPESTRIS
(sinonimi: Prataiolo - agarico dei campi -pratellino)
 

 
  LA STAGIONE: in maggio-giugno e in autunno. IL LUOGO: nei campi, nei giardini e anche negli orti.  
  IL TERRENO: ben coltivato, ricco di sostanze organiche. LA DIFFUSIONE: Europa, Sudafrica, Australia,Cina, Giappone, India, America del Nord.  


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SI RICONOSCE PER:
la forma del cappello (che rimane quasi sferica sino a quando il fungo non matura)e il colore delle lamelle(rosee nella prima fase, quindi brune o addirittura nerastre allorché l’esemplare è giunto al completo sviluppo).
Il diametro massimo raggiungibile del prataiolo è di quindici centimetri, misura che si rileva solo nei soggetti adulti, dal cappello ormai “aperto”,appianato, sotto il quale siano ben visibili le lamelle.
Il colore della Psalliota campestris è abbastanza variabile e va dal bianco perfetto e quasi madreperlaceo(tipico della Psalliota campestris alba), al bianco-grigio o al nocciola sino al bruno; qualche volta il cappello è ricoperto da scaglie scure e in genere, nei punti dove viene ammaccato, diventa giallo.
Il gambo, che reca un anello sfrangiato, è sempre piuttosto massiccio, grosso modo cilindrico, talvolta ingrossato alla base oppure più sottile verso il piede; il suo colore è bianco con una possibile sfumatura rosa-ocra.
La carne della Psalliota campestris è piuttosto soda, specie negli esemplari giovani, bianca, di buon sapore e di odore gradevole; esposta all’aria diventa rosata.

SI PUO' CONFONDERE CON:
la piccola commestibile Psalliota comtula, dal profumo di mandorle, e con la nivescens, pure edule.
Quanti temessero di poter scambiare l’ottimo prataiolo con la temibile Amanita verna è bene ricordino le differenze esistenti fra queste due specie:l’amanita verna ha le lamelle bianche e il gambo completato da una volva piuttosto vistosa, mentre la Psalliota campestris possiede - come abbiamo visto - le lamelle rosa oppure brune e gambo corredato semplicemente da un anello; ma senza volva.
 

SI CONSIGLIA:
di raccogliere gli esemplari a media maturazione, ossia quando il cappello sta per aprirsi, perché è in questa fase che il fungo “rende” di più; i soggetti molto giovani sono invece più adatti a essere conservati sott’olio.
 
  CURIOSITA'
il Psalliota campestris è nota anche come Agaricus campestres o Pratella campestris; è bene ricordare che essa spunta in gruppi numerosi e, non di rado, forma i caratteristici “cerchi delle streghe”.
IN CUCINA:
sono molte le possibilità di utilizzazione di questo delicato fungo che si presta a essere cotto al forno o alla griglia, trifolato oppure in umido, sotto forma di tortino oppure di sformato, per arricchire zuppe e sughi, e così via.
Ottimo per la conservazione sott’olio e abbastanza indicato per l’essiccazione, il prataiolo è squisito anche in insalata.
 
  I NOMI REGIONALI:

in Piemonte: fons de prà, poinà, sarridoren, plaroel, senseriorùm ;
in Lombardia: pradiroe, sibbioe, puinòn, pris, carbonarì;
nel Veneto: pradarioîl, fong de la rosada;
nel Friuli: duriès, caredan di prad;
in Liguria: praeloe, boreo de prà, prè loe;
in Emilia: perdaròl, sgalbùs;
in Toscana: pratolino, turino buono;
in Campania: brignolo;
in Puglia: cappellaccio;
in Calabria: copito, fungiu cucujtù;
in Sicilia: funcia campagnola, funcia picurina;
in Sardegna: cardulino tùvara,tugnuruju.


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