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a cura di Francesco Chiorazzo        

“cardunged”

PLEUROTUS ERYNGII
(sinonimi: var.ferulae agarico della ferula - cardarello -cardoncello)
 

 
  LA STAGIONE: verso la fine di giugno e anche in autunno. IL LUOGO: pascoli e lande incolte di Sicilia e Sardegna.  
  IL TERRENO: prevalentemente sabbioso, ricco di Eryngium e Ferula. LA DIFFUSIONE: Italia meridionale e Isole, Asia del Sud.  


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SI RICONOSCE PER:
il cappello dapprima convesso e quindi espanso,che finisce per affossarsi al centro sino ad assumere la tipica forma a “cornupiosa” che richiama il profilo di un fiore di petunia.
Mentre la specie Pleurotus enryngii raggiunge il diametro massimo di quindici centimetri.
La varietà “ferulae” di cui ci stiamo occupando può arrivare al diametro di diciotto centimetri.
Il colore di questo ottimo e appariscente fungo va dal grigio-bruno al fulligine con qualche eccezione grigio-ocra, a seconda delle condizioni di luce e di clima.
Il cappello è abbastanza irregolare, con l’orlo sempre rivolto verso il basso e la cuticola è liscia nella fase adulta, mentre nell’esemplare giovane appare piuttosto vellutata.
Le lamelle sono biancastre,larghe e alte decorrenti lungo il gambo che è quasi sempre eccentrico,ossia non occupa la parte centrale del cappello;
lo stipite è di color biancastro e presenta un caratteristico rigonfiamento nella parte centrale, tipico della varietà “ferulae”,rigonfiamento che sottolinea il brusco assottigliarsi del piede che assume quasi l’aspetto di un appendice radicante.
La carne è soda e bianca, di sapore odore molto aromatici.

SI PUO' CONFONDERE CON:
il Pleurotus enryngii varietà “nebrodensis”che è quasi bianco e il Pleurotus opuntiae,dello stesso colore, due funghi molto apprezzati, che si trovano soprattutto in Sicilia e Sardegna.

 

SI CONSIGLIA:
di non raccogliere gli esemplari di Pleurotus enryngii quando sono troppo sviluppati perché facilmente diventano un poco coriacei e possono dare qualche problema di cottura, soprattutto se vengono mescolati a funghi giovani e, quindi, molto teneri.
 
  CURIOSITA'
il Pleurotus enryngii è uno dei più tipici esempi di rapporto simbiotico tra fungo e piante;in questo caso si tratta di un’ ombrellifera simile ai cardi. Infatti, enryngii cresce sulle radici morte dell’ Eringium campestre, mentre la sua varietà “ferulae” nasce sui resti della Ferula lanzi che è un’altra ombrellifera che vegeta nelle regioni più calde della nostra Penisola.
La varietà “nebrodensis”,invece, predilige le radici della profumata Prangos ferulacea (altra ombrellifera) e-infine- il Pleurotus opuntiae nasce sui vecchi ceppi di”fico d’India”, scientificamente Opuntia.
 
IN CUCINA:
il Pleurotus enryngii sia nella varietà “ferulae” sia nella “nebrodensis”, può essere utilizzato nei modi più vari:alla griglia, al forno, in umido o trifolato, per condire le tagliatelle all’uso catanese oppure per insaporire il “risotto alla cagliaritana”.
 
  I NOMI REGIONALI:

in Sicilia: cardarello,caldarello,fungi di cardoncello;
in Sardegna: fungi di pani caudlu, cardulinu’ e pezza, codroju’ e pezzo, autunna, tunniu.


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