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a cura di Francesco Chiorazzo        

“chiuvaried di cers(e)”

LYOPHYLLUM AGGREGATUM
(sinonimi: fungo dei ceppi - agarico a mazzi - liofillo a mazzi)
 

 
  LA STAGIONE: dall’inizio di agosto a tutto novembre. IL LUOGO: attorno ai ceppi, sulle radici coperte dalla terra.  
  IL TERRENO: molto ricco di detriti organici, soffice. LA DIFFUSIONE: in molte zone d’ Europa, raro altrove.  


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SI RICONOSCE PER:
la massa bianca e carnosa che forma un specie di base, di grosso piede, da cui si dipartono numerosi gambi, curvi e di forma irregolare, piuttosto corti, che si accavallano gli uni sugli altri, quasi volessero rubarsi lo spazio.
Questi stipiti reggono cappelli con un diametro che varia da quattro a dodici centimetri, spesso convessi, qualche volta a forma di campanula e normalmente umbonato al centro.
L’orlo dei cappelli è rivolto verso le lamelle nella prima fase di sviluppo del fungo, mentre più tardi si srotola e assume una irregolare festonatura.
Il colore della cuticola che ricopre il cappello del Lyophyllum aggregetum, che è setosa e lucente quando il tempo volge al bello, varia dal grigio al bruno, in diverse sfumature.
Gli esemplari molto vecchi sono quasi sempre sbiaditi.
Le lamelle sono fitte e bianche, lievemente decorrenti lungo il gambo, che è di struttura robusta, più o meno rigonfio verso il basso, non sempre posto nel centro del cappello;
il suo colore varia dal bianco al grigiastro con una superficie percorsa da numerose fibrille.
La carne di questo fungo è elastica e biancastra, dal sapore e dall’aroma piuttosto lievi, ma gradevoli.

SI PUO' CONFONDERE CON:
il Lyophyllum toricatum, pure commestibile, di color biancastro o grigio-ocra, che può spuntare anche in esemplari isolati, invece che nei caratteristici cespi dell’aggregatum ,particolare che si ritrova nella specie conglobatus, che odora di farina, nasce al limitare dei boschi autunno ed è commestibile di scarso pregio.
Molto migliore il Lyophyllum connatus che predilige gli anfratti boschivi più umidi e cresce in gruppi numerosi, pur non presentando la tipica massa basale, il grosso “piede” da cui partono i gambi della specie aggregatum.

 

SI CONSIGLIA:
di cuocere solo gli esemplari giovani del “fungo dei ceppi”, utilizzando gli individui ormai troppo sviluppati solo per l’essiccazione, provvedendo poi a sminuzzare il prodotto per usarlo come condimento per vivande in umido oppure per zuppe e minestre.
 
  CURIOSITA'
il nome del genere Lyophyllum deriva dal greco e significa: “con le lamelle libere”, mentre aggregetum si riferisce al confluire dei gambi in un’unica massa al piede del cespo; la stessa cosa può dirsi per la specie conglobatus (“riunito in una massa globosa”) e per il connatus (cioè “nato insieme”).
 
IN CUCINA:
il Lyophyllum aggregetum, che non è un fungo di qualità prelibata, si presta tuttavia alla preparazione di ottimi contorni, di piatti al forno o polpette, per completare le frittate, eccetera.
Gli esemplari più giovani possono senz’altro essere conservati sott’olio o sott’aceto.
 
  I NOMI REGIONALI:

in Lombardia: fons de la cioca;
in Emilia: fung a mass;
in Toscana: fungo dei ceppi, amiconi;
in Umbria: agarico a mazzi;
in Abruzzo: liofillo a mazzi.


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