Home   Help   

   
Carbone (PZ). Benvenuti.

 

a cura di Francesco Chiorazzo        

“vissinied”

LYCOPERDON FURFURACEUM
(sinonimi: Vescia piccola - vescia polverosa - vescia rosata)
 

 
  LA STAGIONE: dalla fine di giugno a novembre. IL LUOGO: nei pascoli, nelle brugheria, nelle boscaglie.  
  IL TERRENO: sabbioso, povero, preferibilmente acido. LA DIFFUSIONE: in Europa e nell’America di Nord-Est.  


Clicca per visualizzare la foto


SI RICONOSCE PER:
la tipica forma a sfera delle vesce e per la piccola dimensione dei suoi carpofori, che non superano i quattro centimetri di diametro.
Altra caratteristica di questo fungo, che ha interesse gastronomico soltanto per quanto si riferisce agli esemplari molto giovani, è rappresentata dalla forfora bianca che copre tutta la vescia formando una serie di piccole aculei caduchi dall’aspetto soffice.
La forma esatta di questo fungo è quella di una piccola pera capovolta, terminante in un’appendice simile a un grosso gambo che alla base finisce con un cordone di micelio.
Nella prima fase di sviluppo il lycoperdon furfuraceum è di color bianco leggermente sfumato in rosa oppure in grigio, mentre nella fase adulta si fa giallastro, perde buona parte degli aculei e la sua superficie assume una particolare setosità, quasi brillante.
Una volta giunto a completa maturazione, attraverso un opercolo che si apre alla sommità del carpoforo, le spore vengono disperse.
La carne è bianca e soda in un primo tempo, quindi gialla e infine bruna, perciò immangiabile.
Tra il cappello e il gambo non esiste alcuna divisione, ma la carne delle due parti del Lycoperdon furfuraceum presenta una diversa consistenza: più compatta quella della parte superiore, spugnosa quella della parte più bassa del carpoforo.
Odore e sapore di questo fungo sono leggeri, gradevoli.

SI PUO' CONFONDERE CON:
il Lycoperdon gemmatus e il saccatum di dimensioni maggiori del furfuraceum (fino a otto centimetri di diametro), che non presentano la lieve sfumatura rosa che contraddistingue quasi sempre questo ultimo fungo.
Il Lycoperdon gemmatus, nella fase giovanile, può essere consumato crudo, in insalata, e regge bene il confronto, in fatto di sapore, con la squisita Amanita caesarea o “ovulo buono”.

 

SI CONSIGLIA:
di scartare assolutamente le vesce troppo mature, la cui carne non fosse assolutamente candida e compatta, perché non appena esse superano un certo stadio di maturazione diventano molli e gommose, oppure così spugnose da essere immangiabili.
In genere è preferibile cuocere i Lycoperdon furfuraceum insieme ad altri funghi perché la loro resa in cottura è un poco scarsa e ci vorrebbero troppi esemplari per mettere insieme un piatto di una certa consistenza.
 
  CURIOSITA'
il Lycoperdon furfuraceum è anche conosciuto con il sinonimo di Lycoperdon ericetorum, mentre il Lycoperdon saccatum viene anche chiamato Calvatia saccata.
Per quanto riguarda il significato del nome Lycoperdon, riferito al genere di cui ci stiamo occupando, vediamo che esso si riallaccia al fatto che le spore di questi funghi, una volta giunti a completa maturazione, vengono disperse, uscendo a sbuffo dall’opercolo che si schiude in cima al carpoforo delle vesce.
La definizione di questa specie, ossia furfuraceum, riguarda la minuscola crusca 0 “furfura” che copre interamente il corpo fruttifero; saccatum ,evidentemente, si ricollega alla forma “a sacco” tipica della specie Lycoperdon saccatum che abbiamo ricordata per la sua rassomiglianza con il furfuraceum.

 
IN CUCINA:
tutte le vesce, in genere, sono ottime in padella, con l’aggiunta di aglio e prezzemolo, ossia trifolate, ma si possono cucinare anche al forno, alternando strati di Lycoperdon a fettine di fontina: un insieme delicatissimo e abbastanza insolito come sapore.
 
 
 


Altre Foto


     

 


 <<<< Torna all'indice >>>>
 

© 2004 Carboneonline.it - Gennaro Chiorazzo -

Tutti i diritti riservati. E' vietata la riproduzione anche parziale di queste pagine.