Home   Help   

   
Carbone (PZ). Benvenuti.

 

a cura di Francesco Chiorazzo        

“Natalin(e)”

CLITOCYBE INFUNDIBULIFORMIS
(sinonimi: Imbutino - fungo a imbuto)
 

 
  LA STAGIONE: dalla fine di aprile alla fine di ottobre. IL LUOGO: sotto le conifere, al margine dei boschi, anche di latifoglie.  
  IL TERRENO: un po’ sabbioso, coperto d’erba o di aghi di pino. LA DIFFUSIONE: Europa e varie zone dell’America settentrionale.  


Clicca per visualizzare la foto


SI RICONOSCE PER:
la caratteristica forma a imbuto del suo cappello, che può raggiungere il diametro di dieci centimetri e che presenta sempre una marcata depressione centrale arricchita da un piccolo umbone.
La cuticola è serica oppure vellutata, in varie tonalità di ocra: dal nocciola al fulvo.
L’orlo è leggermente festonato e un poco ondulato, con un movimento che richiama il profilo di certi fiori.
Le lamelle sono piuttosto basse e fisse, decorrono lungo il gambo e il loro colore tocca varie tonalità biancastre.
Il gambo è cilindrico, molto slanciato, più sottile in alto e rigonfio alla base; verso il piede conserva i residui cotonosi del micelio che conglobano aghi e fili d’erba; sul gambo non sono presenti né anello né volva.
La carne di questo ottimo fungo è molto spessa verso il centro del cappello e sottile attorno all’orlo; quella del gambo è un po’ fibrosa; l’odore ricorda quello delle mandorle amare, il sapore è lievemente acidulo.

SI PUO’ CONFONDERE CON:
due specie commestibili, ossia la Clitocybe vermicularis, che cresce generalmente in primavera sotto le conifere, e la Clitocybe squamulosa che al centro del cappello non reca l’umbone che è presente, invece, nella infundibuliformis.
Altrettanto simile la Clitocybe incilis, da considerarsi “sospetta” in quanto non esistono prove certe sulla sua commestibilità, che spunta sotto le conifere ed è di colore bruno con lamelle color paglia.

 

SI CONSIGLIA:
di utilizzare solamente i cappelli della Clitocybe infundibuliformis, soprattutto se gli esemplari sono molto maturi, perché i gambi possono essere piuttosto fibrosi e di difficile cottura; caso mai, i gambi possono essere essiccati e servire poi da condimento per sughi o vivande in umido.
 
  CURIOSITA'
una delle caratteristiche più curiose di questo fungo è quella di crescere in file diritte e ordinate, formate da numerosi esemplari che spuntano nel terreno come altrettanti birilli, alti e piccoli, simmetricamente alternati.
Particolarmente favorita da estati e autunni piovosi, questa Clitocybe deve il nome della specie alla forma del cappello; infatti, la parola infundibuliformis deriva dal latino “infundibulum” imbuto, e significa esattamente “ a forma di imbuto”.
Clitocybe, invece, significa “testa schiacciata”, a indicare la depressione che per solito sta al centro del cappello dei funghi che appartengono a questo genere.
Per il fatto di prediligere il clima umido, la Clitocybe infundibuliformis viene chiamata volgarmente anche “fungo dell’acqua”.
IN CUCINA:
gli esemplari giovani, grazie anche al loro sapore di mandorla, sono assai apprezzati e possono essere cucinati nei modi più vari; in ogni caso, questo fungo deve essere cotto piuttosto a lungo perché soltanto così acquista tutta la sua sapidità e perde la consistenza un po’ coriacea.
   


Altre Foto


 

 


 <<<< Torna all'indice >>>>
 

© 2004 Carboneonline.it - Gennaro Chiorazzo -

Tutti i diritti riservati. E' vietata la riproduzione anche parziale di queste pagine.