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Carbone (PZ). Benvenuti.

STUDI E RIFLESSIONI SU CARBONE E IL SUO MONASTERO

a cura di Donato Bloisi


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 -  5a Parte

 
 

          Non mancano, "per fortuna", i cantastorie con il loro repertorio di canzoni. Alcune addirittura "struggenti" come le seguenti quartine iniziali dell'inno d'amore a una fanciulla dal cuore di pietra:

 

Rosina mia, Rosina

senz'anima e senza core

tu mi giurasti amore

giurasti infamità.

Tu duormi alli cuscini

i cant allu sirino

"l'amore è na catena

che non si spezza mai"

 

          Vengono i brividi.

 

          Sarebbe interessante se i censimenti,  anziché  delimitare le indagini al novero degli abitanti e dei beni materiali, penetrassero nei labirinti culturali delle credenze, le paure, i pregiudizi radicati nell'intimo della coscienza di una collettività e degli espedienti con i quali essa cerca di neutralizzare le avversità della sorte: incantesimi, magie e sortilegi. 

          Ci sono pervenuti, tuttavia, alcuni frammenti di quella che, un pò enfaticamente, è stata definita  "cultura contadina". Quell'intreccio  di fede e superstizione, di religiosità e paganesimo che ha plasmato per secoli  la vita sociale e il rapporto tra gli uomini e la divinità, e che ha subìto, a contatto con le nuove realtà, una trasformazione deleteria e repulsiva.

          Quell'ansia  che determina i nostri genitori a propiziarsi i favori  divini  con atti riprovevoli e strambi  trova, ancora una volta, giustificazione nell'incertezza del futuro e nelle sconfitte della vita quotidiana.

          Gli scopi e la mimica  di cui il cerimoniale è intriso non hanno nulla in comune  con le forme clandestine e materialistiche  della "magìa nera" o stregoneria  che si va diffondendo  in questi tempi di smarrimento e che, con la predominanza del negativo, rimane fine a se stessa.

          Alla base del rituale della "magìa bianca" c'è il convincimento di poter volgere a proprio vantaggio il corso degli eventi naturali. I riti, nella ingenuità che è propria delle menti inermi,  sfiorano certamente il sacrilego e la Chiesa non può non proibirli, anche se ne ha sempre  comprese le ragioni. Infatti, la velleità di dominare la natura è pur sempre permeata  da una componente religiosa e la condotta di chi opera è un impasto di presunzione e umiltà, di astuzia e devozione.

          Perciò i riti più complessi si svolgono in occasione di solennità religiose e preferibilmente all'Epifania, quando la Chiesa celebra la "manifestazione" di Gesù ai Magi.

          Esperti in astronomia, astrologia, interpretazione dei sogni, i Magi erano ritenuti presso le loro tribù capaci di atti eccezionali. E probabilmente  proprio questo  è il movente dell'accostamento  dei maghi ai Magi e alla ricorrenza che li commemora.

  

 
 

 

   
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